Stamattina in radio ho sentito di una ricercatrice di Oxford (e sti ca) che ha scoperto come le donne impiegate nella pubblica amministrazione siano madri di più di un figlio e abbiano il 30% in più di farne rispetto alle donne libere professioniste, impiegate nel privato e udite udite con contratti part time e co.co.co.Ora, la mia domanda è stata: ma ci voleva una laurea prestigiosa, che si scomodosse una ricercatrice oxfordiana e che lo studio fosse degno di pubblicazione accademica per arrivare alla stessa conclusione? Cioè, non è sotto gli occhi di tutti tanto è ovvio?
E' un po' come dire che gli sceicchi arabi hanno tanti di quei soldi da potersi permettere le auto e le donne più belle del mondo o che in montagna d'inverno, soprattutto sopra i 1800 mt fa freddo e ci si deve coprire pesantemente. Ma dico? Abbiamo bisogno di ricerche universitarie per arrivare a queste conclusioni?
A breve che altro studio si pubblicherà? Che se piove le strade si bagnano? Che se nevica sul Frejus occorre mettere le catene all'auto? Che sì, gli svizzeri ci tengono ad avere le strade pulite e linde?
Mah, queste notizie mi smontano, letteralmente. Sembra che se non ci dicono queste cose, nessuno le conosca. Ma che vadano a raccontarlo alle famiglie che, temerarie, hanno un figlio in età pre-scolare e la cui retta d'asilo si aggira sui 600 euro al mese. Per non parlare del pediatra, pregando che il pargolo in questione non abbia particolari problemi di salute, altrimenti son dolori ed esborsi mica da ridere.
Quale donna sana di mente che è libera professionista, oppure lavora nel privato o possiede uno straccio di contratto part time decide di diventare madre a cuor leggero? E' già difficile ottenere un mutuo se si è liberi professionisti o si hanno contratti a progetto, figurarsi mettere in cantiere un figlio! Ho amici che lavorano da DECENNI con borse di studio nelle varie università italiane, ogni volta aspettando l'assegno di ricerca che tarda sempre ad arrivare, vivono alla giornata, come potrebbero pensare di mettere sù famiglia? Per loro è quasi impossibile programmare le prossime vacanze, la progettualità dell'avere un figlio è al di fuori della realtà, o se si vuole la fantasia al potere, le ritorsioni sono enormi.
Quando le libere professioniste, le part time o le impiegate private decidono che sì, si vuole il figlio, è perchè o il lavoro sta marciando benino o perchè l'attività del compagno lascia spazi di manovra di tipo economico o perchè i nonni danno una mano. Otherwise, ciccia. E se va bene, fanno un solo figlio. Al giorno d'oggi averne più di uno è appannaggio solo delle caste nobiliari. Giusto una Margherita Agnelli può permettersene 10 (e basta ascoltare Lapo per capire che forse poteva fermarsi molto prima) o il mio collega molto credente che di figlie ne ha 5 (anomalia sociale, eh).
C'è da aggiungere che, quando si torna al lavoro dopo la maternità, se si è state abbastanza fortunate d' averla avuta, mica è detto che si vada a ricoprire lo stesso ruolo di quando 6 mesi o un anno prima s'è lasciato.
Anzi, ho fulgidi esempi da me in ufficio, di gente che è tornata ed è relegata su progetti fuffa. Possibilità di carriera praticamente azzerate. Contano come il 2 di picche, forse meno. E parlo di donne che prima della maternità occupavano posti di tutto rispetto, con stipendi di giada e parecchi sottoposti. Per non parlare poi di quelle con contratti a progetto o di libere professioniste, assolutamente lasciate a se stesse.
Con buona pace della ricercatrice di Oxford.
Per tornare alla leggerezza della fuffa...
L'altra mattina, in metro, risvegliandomi dal mio torpore mattutino e di inizio settimana, alzando la testa ho visto un ragazzo seduto davanti a me, sui 16/17 anni e lo sguardo m'è caduto sul suo zaino da cui sbucava qualche libro, ma soprattutto, su cui brillava la scritta The Clash. Ho sorriso, guardandola. "Hey, pure io ho lo zaino con la scritta The Clash" ho subito pensato, eccitata e contenta di dividere lo stesso gruppo musicale, ma subito mi son dovuta ricredere. AVEVO anche io lo zainetto, sì, ma almeno 20 anni fa! Sob...
Ma com'è che non mi rendo davvero conto degli anni che sono passati? Com'è che io mi sento sempre diciassettenne? E' vero, lavoro, vivo per conto mio, eppure mi vesto ancora come 20 anni fa, ascolto pur sempre lo stesso genere di musica, mi sembra di avere ancora lo stesso entusiasmo dell'epoca.
La domanda che s'impone è questa: ma non è che io a 17 anni ero matura già come una over trentenne? E sono scoppiata a ridere: matura io? Ma non diciamo sciocchezze! Non sento il desiderio di progettare alcunchè sia al di fuori di me, sono ancora nella fase teenager, mi sa.
E non che i miei amici siano poi tanto diversi, pochissimi hanno famiglia e figli. La maggior parte di loro vive esattamente come me: inconsciamente alla giornata. Ci dividiamo tra cinema, mostre, concerti, teatro, scarpinate in montagna in questa sorte di adolescenza senza fine.
Oddio Anton Corbijn non firma più i video e le copertine dei Depeche Mode dal 1993. Sono almeno 16 anni che è finito il sodalizio artistico e non me n'ero nemmeno accorta!



