31 gennaio 2011

Torino è casa mia



Culicchia anni fa scrisse un libricino molto particolare, si chiamava Torino è casa mia. Raccontava la città come fosse un appartamento, con tanto di cucina, salotto, camera da letto e così via. Il suo atto d'amore verso la città natale.
I Subsonica, gruppo rock torinese, fanno la stessa cosa da anni. Molto attivi in città, il bar Elena di Piazza Vittorio assunto alle cronache perchè luogo di incontro del gruppo, i Murazzi dove ogni tanto li si incontra, i Subsonica portano un po' di Torino in qualsiasi loro lavoro. Il cielo su Torino e il nuovo singolo, Istrice, sono solo le punte dell'iceberg dell'amore per la città.

In qualche modo li capisco. Sono di Torino, nata e cresciuta in centro, a ridosso di Piazza Castello e i Murazzi, nonostante i tanti anni trascorsi da quando mi sono trasferita a Milano, la mia città continua a mancarmi molto. Ci torno appena la nostalgia diventa schiacciante, per riprendermi. Passeggio sotto i miei portici, piazza castello dove c'era Maschio, storico negozio musicale dove ho comprato i miei primi dischi, prendo via Po che conduce a piazza Vittorio, la parrocchia dove sono stata battezzata ed ho fatto la Comunione, svolto per una traversa, casa mia, con i ricordi di 30 anni che mi si affollano in testa. E mi ricarico.

Tutte le grandi decisioni della mia vita le ho prese guardando il Po, su un parapetto dei Murazzi. Vedere il fiume mi tranquillizza, mi fa vedere le cose in modo lucido, senza ansia.
Non sono pentita di essermi trasferita a Milano, l'avevo fatto per amore, e ci sono rimasta anche quando l'amore è finito, perchè mi piace molto il mio lavoro. Ma continuo a portare con me il mio essere piemontese, l'educazione sabauda e un po' giansenista, come direbbe Travaglio e una certa freddezza nei rapporti interpersonali.
Amo la mia città e, paradossalmente, ho dovuto allontanarmene per scoprirlo.
Oggi sono 10 anni che l'ho lasciata.


25 gennaio 2011

Nel mezzo di cammin di nostra vita



Ci sono momenti nella vita in cui davvero non si sa che fare di se stessi.
Poi passa.
Sto ancora aspettando

16 gennaio 2011

Andiamo a vedere le luci della centrale elettrica


Ebbene sì, ci sono ricascata.
Non paga del concerto di Milano del mese scorso, ieri sera sono andata a vedere Le Luci della Centrale Elettrica alias Vasco Brondi pure a Torino, all'Hiroshima proprio nel giorno in cui gli operai di Fiat Mirafiori dimostravano dignità e orgoglio.
Ora la classe operaia può andare davvero in Paradiso.


7 gennaio 2011

Folgorazione

Il 2011 si è aperto un po' in sordina, ma promette bene, anche perchè ho appena scoperto i lavori da solista di Giorgio Canali,
cosa non da poco. Certo, lo ricordo nei CCCP prima e nei CSI dopo, ha prodotto il primo di Vasco Brondi ( sempre sia lodato) e dei Verdena, ha collaborato con i miei Marlene Kuntz, insomma, uno che ha fiuto per le realtà più interessanti e poco allineate della musica indie italiana, ma non avevo ancora ascoltato nulla di suo in quanto solista. Poi, all'improvviso, la folgorazione.

Del resto, nella mia esperienza, le cose migliori sono sempre accadute per caso. Mentre vagavo raminga in rete, mi sono imbattuta in Precipito.
Il mix perfetto tra furia dissacrante ed esistenzialismo. L'ho amata subito. Sono corsa a cercare l'album da cui era tratta, scoprendo un mondo sconosciuto a me affine.
"Giorgio Canali & Rossofuoco" è un lavoro monumentale, affascinante, acido, dissacrante e pieno di quel nichilismo maledetto che mi entra nell'anima e mi fa sentire "viva". Lo senti che scorre nelle vene, l'adrenalina aumenta e la musica che ti prende e ti porta via.

Tra l'altro, posso fare mia questa sua affermazione:

« La musica "classica" mi fa furiosamente incazzare, la musica "contemporanea" mi innervosisce e dopo picchio i bambini che non ho, il jazz mi fa venire i brufoli, l'etno e il folk scatenano in me ondate di razzismo fanatico che Borghezio mi fa ridere, la musica leggera mi diverte una volta su un milione… Quando metto un disco nel lettore, è sempre un disco che puzza di elettricità, è più forte di me »

Hasta la vista siempre comandante Giorgio Canali.

5 gennaio 2011

Ciao Mick



Si è spento Mick Karn, bassista dei Japan. Non è riuscito a sconfiggere la sua malattia :(



2 gennaio 2011

Uochi Toki



Come eredità musicale italiana del 2010, oltre il bellissimo "Per ora la chiameremo felicità" di Le luci della Centrale Elettrica e l'intenso "Dei cani" dei Non voglio che Clara, occorre ricordare "Cuore Amore Errore Disintegrazione" degli alessandrini Uochi Toki.
A dimostrazione che la scena indie italiana gode di ottima salute ;)