Culicchia anni fa scrisse un libricino molto particolare, si chiamava Torino è casa mia. Raccontava la città come fosse un appartamento, con tanto di cucina, salotto, camera da letto e così via. Il suo atto d'amore verso la città natale.
I Subsonica, gruppo rock torinese, fanno la stessa cosa da anni. Molto attivi in città, il bar Elena di Piazza Vittorio assunto alle cronache perchè luogo di incontro del gruppo, i Murazzi dove ogni tanto li si incontra, i Subsonica portano un po' di Torino in qualsiasi loro lavoro. Il cielo su Torino e il nuovo singolo, Istrice, sono solo le punte dell'iceberg dell'amore per la città.
In qualche modo li capisco. Sono di Torino, nata e cresciuta in centro, a ridosso di Piazza Castello e i Murazzi, nonostante i tanti anni trascorsi da quando mi sono trasferita a Milano, la mia città continua a mancarmi molto. Ci torno appena la nostalgia diventa schiacciante, per riprendermi. Passeggio sotto i miei portici, piazza castello dove c'era Maschio, storico negozio musicale dove ho comprato i miei primi dischi, prendo via Po che conduce a piazza Vittorio, la parrocchia dove sono stata battezzata ed ho fatto la Comunione, svolto per una traversa, casa mia, con i ricordi di 30 anni che mi si affollano in testa. E mi ricarico.
Tutte le grandi decisioni della mia vita le ho prese guardando il Po, su un parapetto dei Murazzi. Vedere il fiume mi tranquillizza, mi fa vedere le cose in modo lucido, senza ansia.
Non sono pentita di essermi trasferita a Milano, l'avevo fatto per amore, e ci sono rimasta anche quando l'amore è finito, perchè mi piace molto il mio lavoro. Ma continuo a portare con me il mio essere piemontese, l'educazione sabauda e un po' giansenista, come direbbe Travaglio e una certa freddezza nei rapporti interpersonali.
Amo la mia città e, paradossalmente, ho dovuto allontanarmene per scoprirlo.
Oggi sono 10 anni che l'ho lasciata.

