23 giugno 2009

Les bradipes

Eh sì, una volta qui era tutta campagna... Non esistono più le mezze stagioni... Ai miei tempi era tutto diverso.. Ecco, appunto, ai miei tempi gli uomini non erano bradipi in amore.
Citando le immense parola di Sciascia "L'umanità [...] la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà"

Oggi si parlerà di ominicchi sentimentali, altrimenti detti bradipi e che hanno avuto un aumento proprio negli ultimi anni, direttamente proporzionale all'incremento dell'aggressività femminile. Si contraddistinguono per una pigrizia in amore che sfiora il ridicolo. Che fanno? Nulla, rien, nothing, nada. Altro che latin lover de noialtri, questi lasciano fare tutto alla donna, dall'approccio alla conclusione.

Potrebbero comportarsi in questo modo per una fortissima insicurezza oppure per un'altrettanto fortissima stronzaggine. Questi ultimi non meritano nemmeno menzione tanto sono insulsi, mentre dei primi andiamo a discuterne (su rieducational channel).

Da sempre gli uomini hanno vita più dura, non ci pensavo finchè parlandone con le amiche abbiamo scoperto che i bradipi sentimentali non ci piacevano. Ma poveri, mica è colpa loro se sono molto insicuri e vengono sopraffatti dalle emozioni? Capita anche alle donne, solo che, fortunate, con anni di evoluzione alle spalle, possono lasciar fare all'uomo. Ma gli uomini? A cosa si possono attaccare? Alla stessa evoluzione, no, sarebbe un suicidio. E allora, piccoli, cercano donne che abbiano pietà di loro, con "crocerossina" tatuata in fronte e che si sobbarchino gli oneri del baccaglio. Una faticaccia dalla quale loro non riuscirebbero ad uscirne vivi.
Del resto, si sa, l'insicurezza genera emozione, e l'emozione è il sale della vita. E chi meglio di un insicuro cronico molto pigro può assaporare questa sensazione? Ma rimane appunto emozione, una cosa a metà, che non evolve in nulla. Un limbo dal qual non si esce, sicuro ma vacuo. Un non luogo, come direbbe il grande antropologo Augé. E allora cosa fanno questi non temerari? Aspettano che sia la donna a farsi avanti, a provarci : un ribaltamento totale dei ruoli. Unico grosso limite: trovare una donna aggressiva e/o crocerossina che sia interessata. Non facile, ma nemmeno impossibile di questi tempi.

A onor del vero, la grande maggioranza degli insicuri non appartiene al gruppo del bradipo sentimentale. Perchè avvertono la necessità di concludere qualcosa, alla fine. Di agire per sapere, l'impasse produce una sensazione strana, come stare in bilico sulla trave, a lezione di ginnastica, in palestra. Scomodissima. Di solito accade perchè vedono il semaforo giallo o rosso e non essendo molto avvezzi alle immense complessità femminili, si fermano senza agire. Non sanno se il semaforo è rosso alt oppure una finta, se il giallo significa "attesa di uno che valga" o "non stressatemi la vita".
Alcuni, quelli più temerari che grazie al cielo sono la maggioranza, si fanno coraggio, prendono fiato e provano ad invitare ad un caffè, da soli. La semplicità è tutto, a volte.
E' impagabile vederli osare, li si ama ancora di più. L'idea che facciano questo sforzo enorme, superando l'insicurezza e la forte emozione che questa procura, li fa apparire ancora più grandiosi e meritevoli. Li si vede lì, che cercano di mascherare l'imbarazzo e la tensione, che non sanno bene cosa fare, che al limite balbettano un po': fantastici. Almeno uomini che osano, non mollicci.
Chissà come, ma di solito gli insicuri sono attratti dalle donne sicure. Legge di compensazione? Forse.
E' una donna sicura e interessata cosa fa in questi casi? Si intenerisce, pensa che la forte emozione dipenda dal grande interesse per lei, così prende in mano la situazione e lo aiuta a scendere dalla trave. Ecco, così va molto meglio. Felice lui, ancor più raggiante lei.

20 giugno 2009

Addio cicogna addio

La mia amica Z. aspetta un bebè. Che bello! Un maschietto. Data presunta di nascita: inizio settembre (vergine, oddio fa che non somigli a quel rompipalle di mio fratello, che almeno rompesse l'atomo, l'accetterei per il bene della scienza, ma si limita a spaccare solo il capello, uno strazio). Niente concerto dei Depeche Mode a novembre, pazienza, verrà un'altra volta. Ora è decisamente più importante il bimbo in arrivo. Non l'ha cercato, ma ora che c'è è la donna più felice del mondo. Ma l'orologio biologico? Com'è che quasi tutte le mie amiche lo sentono ed io, beata innocenza, non solo non lo avverto, ma alla soglia degli anta continuo a ripetermi "Sì, un domani, forse, ora non sono ancora pronta"?

Eppure l'dea di moltiplicarmi non mi dispiace. Trovo bello avere un figlio, prendersene cura, in un certo senso è un po' come rimanere immortali. Non si finisce con la morte fisica, ma si lascia una parte di se stessi, sarà anche per questo motivo che è ancora più devastante quando un genitore sopravvive al proprio figlio: è la fine di tutto, speranza compresa.

Anche se si sente fortissimo il desiderio di maternità, non si sarà mai
veramente pronte, la realtà per fortuna riserva sempre sorprese. Mi piace pensare che diventare madre contenga un po' di follia, perchè sa da un lato è un atto egoistico, dall'altro è la cosa meno egoista che si possa fare: prendersi cura totalmente di qualcun altro. Un essere che per almeno i primi 15 anni di vita, è completamente dipendente. I genitori sanno che il loro atteggiamento è fondamentale per lo sviluppo della personalità del proprio figlio. E' davvero il mestiere più difficile del mondo. Basta guardare gli scempi compiuti da certe educazioni per capire.

Non serve solo la propria consapevolezza di voler diventare madre, occorre trovare anche la persona adatta che abbia voglia di avere figli e che sia in grado di essere padre. Non tanto per il patrimonio genetico, questo è semplice, quanto per l'aiuto e il sostegno che dovrà dare nel crescere un figlio. Perchè la coppia può anche scoppiare, ma un padre deve rimanere tale anche se non vive con la madre del bambino: deve essere autorevole, non autoritario. Una buona educazione si nutre di tolleranza non menefreghismo: seguire le attitudini del figlio e mai i propri sogni, renderlo autonomo e non giustificare tutto quello che fa.

Sarà forse per questi motivi che ancora non me la sento di compiere questo passo decisivo: probabilmente sono troppo egoista, poi ho una fifa blu ed inoltre non ho ancora trovato la persona da avere al fianco nella sconvolgente e fantastica esperienza che è la maternità. Sono spaventata dal potere che si può avere sui propri figli; so che è impossibile essere genitori perfetti, ma spero di compiere meno cazzate possibili.
Quello che mi auguro di cuore è di non commettere gli sbagli dei miei, non desidero che i miei figli soffrano. Perchè un conto è pagare per i propri errori, ci sta, tutt'altra cosa è far pagare qualcun'altro, soprattutto se è un essere che si ama profondamente, com'è appunto un figlio.


Quindi andrò al concerto dei Depeche Mode a novembre...


9 giugno 2009

No, non sarà un'avventura

Io e la mia collega, in una delle pause pomeridiane di qualche giorno fa, parlando della mia amica, ci siamo domandate: tra 2 che sono amici da innumerevoli anni, può scoccare la scintilla? E nel caso accada, erano solo amici anche prima o uno dei 2 covava? O covavano entrambi?
Credo che sia una di quelle domande tipo : ci sarà vita nell'universo? Esiste l'aldilà? Il futuro è già scritto?
Non ho una risposta, chiaro, altrimenti avrei già creato una setta e sarei padrona assoluta del mondo e l'abominevole dottor Phibes mi farebbe un baffo, ma posso parlare di quello che capita a me, agli amici e e ciò che sento in metropolitana, alla fermata dei bus e in profumeria. Non si ha idea di quante cose personali le ragazze raccontino quando sono alle prese con trucchi, fard e mascara...

Ad ogni modo, tornando a noi, la mia collega mi ha raccontato di due suoi conoscenti che sono stati amici per oltre vent'anni, poi ad un tratto, senza che nessuno lo sospettasse, si sono messi assieme e nel giro di 3 mesi erano già sposati. Oggi, 4 anni anni dopo, hanno già 2 figli. Lei me lo raccontava sorpresissima di come per tutti quegli anni non fosse accaduto nulla, eppoi, nel giro di pochissimo tempo, settimane quasi, la storia avesse avuto un'accelerazione da kilometro lanciato,
e avessero formato una famiglia, con tanto di figli al seguito. Bizzarro, eh? Al che viene da chiedersi : ma prima erano solo davvero amici? e se lo erano, che cosa è scattato ad un tratto? quale evento ha scatenato tutto questo? Ma è stata davvero passione?

Già ho parlato dei miei 2 amici, che dopo 17 anni erano ancora lì a ballare il minuetto mentre la rivoluzione era arrivata, aveva spazzato via l'ancien régime con rotolio di teste e la restaurazione era riuscita pure a fare capolino. Non erano mai stati veramente amici, c'era sempre stata questa tensione sotterranea a legarli. Non so bene cosa fosse, se amicizia amorosa o amorosi sensi, ma di sicuro non era solo amicizia. Ebbene, alla fine hanno quagliato. Clap Clap Clap, applausi per favore, se li meritano. " e vissero tutti felici e contenti..." ?

Presto per dirlo, hanno scoperto che non è mica così facile passare dalla modalità "amici" alla modalità "intimità", soprattutto dopo 17 anni di onorata amicizia. Son cose che non possono cambiare dal giorno alla notte, hanno bisogno di tempo, sono modifiche essenziali ma lente.
Penso che il passaggio dall'amicizia a qualcosa di più, sia un po' come guidare un'auto su una strada, ma quando si guiderà un aereo, andrà bene la medesima strada? Oppure occorrerà utilizzarne un'altra? Magari più larga, meglio asfaltata e con poche case nei dintorni...
Ecco, i miei amici stanno scoprendo che il contesto dentro il quale si muovono è cambiato e stanno cercando di imparare a rapportarsi in modo diverso, perchè non è possibile comportarsi, pensare e agire come prima. La mia amica ci chiama spesso, teme che la fretta sia stata deleteria, credo cerchi l'appoggio di noi ragazze che cantiamo l'immensa di Battisti
"Non sara' un'avventura, non puo' essere soltanto una primavera questo amore non e' una stella che al mattino se ne va".

Perchè è vero che bisogna seguire l'ormone, ma anche il cuore e la testa hanno la loro parte. Buttarsi in un nuovo amore è un'esperienza entusiasmante, inebriante ma bisogna sentirsi pronti a farlo, senza tentennamenti. Ci si lancia, si incrociano i diti e si spera che vada per il meglio. La paura c'è, c'è sempre del resto, ma l'entusiasmo dovrebbe essere un paracadute sufficiente. E se ci si schianta, be', pazienza, ne sarà sempre valsa la pena. Non ci si può fermare per il terrore di vivere appieno le proprie emozioni. Sarà che sotto una pellicola di un micron di anticonformismo ho su 20 secoli di buone maniere della Torino savoiarda avvitati nell’elica del DNA, oppure perchè ho il deplorevole vezzo di far selezione, fatto sta che prima che accadesse il fattaccio, le avevo passato il mantra "fai con calma".

Certo, dopo 17 anni ritardare ancora mesi sarebbe stato inutile, non suggerivo un'attesa estenuante (capisco le necessità dell'ormone) ma solo un riposizionamento dei rapporti: passando dall'auto all'aereo, mi sembrava naturale provare a modificare la strada di percorrenza. Pensavo che occorresse variare certi comportamenti per far sì che la transizione dall'amicizia all'amore fosse la più naturale possibile, cercando di rendere minimo il comprensibile sentirsi a disagio. Paradossalmente sarebbe stato meglio se si fossero conosciuti solo pochi giorni fa, avrebbero evitato l'imbarazzo stratificato di tutti questi anni.


Del resto, come dice sempre mia madre: per la fretta la gatta fece i figli ciechi...

5 giugno 2009

Confessioni di una maschera


"Non è importante quanti respiri fai nel corso di una vita,
ciò che è importante
sono i momenti che i respiri te lo tolgono.
"




Mi piaceva perchè dava l'idea di saper sempre cosa fare.

Mi piaceva la sua aria tranquilla e sicura, mai sopra le righe.
Mi piaceva come teneva in mano la sigaretta.
Mi piaceva il suo sorriso.
Mi piaceva il suo sguardo birichino e dolce nello stesso tempo.

Mi piaceva perchè sceglieva le parole con cura e non si ripeteva mai.
Mi piaceva la sua pazienza, soprattutto con me che ero e rimango folle.
Mi piaceva il suo sangue freddo agli esami, quando passava dopo lo scatto d'ira del prof che aveva lanciato libretti fuori dalla finestra o insultato il malcapitato di turno.
Mi piaceva quando, facendo finta di nulla, perdeva tempo davanti alla bacheca per aspettarmi, mentre invece tutti sapevano.

Mi piaceva la sua timidezza, con me.
Mi piaceva la sua voce calda.
Mi piaceva il suo romanticismo mascherato da finta ruvidezza.
Mi piaceva perchè quando mi serviva il suo aiuto, non si tirava mai indietro.
Mi piaceva perchè non desiderava cambiarmi, gli andavo bene stramba com'ero.
Mi piaceva perchè non eravamo troppo simili, ma complementari.
Mi piaceva perchè si prendeva cura di me in modo delicato e sensibile, senza invadenza.
Mi piaceva perchè era così speciale, come cantava Tom York in Creep.


Non gliel'ho mai detto, un po' per timidezza un po' perchè lo davo per scontato. Ora che dirglielo non mi crea più troppo imbarazzo, vorrei lo sapesse.
All'epoca pensavo
fosse la mia anima gemella, cantata nelle poesie e nei grandi romanzi classici.
Sentivo mio ciò che scriveva Neruda:
"Questa volta lasciami 
essere felice,
non è successo nulla a nessuno
non sono in nessun luogo,
semplicemente
sono felice"


Vero, poi ho fatto un'altra scelta, l'unica possibile per me e non me ne sono mai pentita, ma ricordo quel periodo con affetto. E' stato sereno, felice.
Ci siamo incontrati di nuovo anni dopo e non si è trattato di stoviglie color nostalgia di gucciniana memoria. Il sentimento che ci legava in passato era scomparso, come accade spesso nella vita e con gioia ho scoperto di non aver ritrovato un uomo amaro, piegato dalle esperienze e disilluso. Mi ha fatto piacere anche constatare che la scelta fatta in passato era stata la migliore possibile, m'ha permesso di chiudere un cerchio.
Lo ringrazio per l'amico che è oggi.
Via la maschera...


"When you were here before
Couldn't look you in the eye
You're just like an angel
Your skin makes me cry
You float like a feather
In a beautiful world
And I wish I was special
You're so fuckin' special"
Creep - Radiohead