La mia squadra del cuore ha di nuovo perso, ahimè. Quindi cercherò conforto nella musica, visto che la cioccolata non mi piace.
Prendendo spunto da un articolo pubblicato da Rolling Stones US sui migliori album della decade che sta terminando, parliamo un po' di questi dischi, va. Classifica stilata, a leggere l'articolo "chosen by more than 100 artists, critics and industry insider", ecco appunto, quell'industry insider mi perplime assai: chi sono? Che vogliono? che gusto musicale incarnano? Un fiorino! Comunque sia, faccio finta di nulla e scorro la lista, curiosa e, soprattutto, desiderosa di dire la mia.
Al 1° posto si classifica Kid A dei Radiohead, disco pazzesco, uscito nell'ottobre del 2000, come a segnare anche la decade a venire, per il solo fatto che contenga quell'inno (rave) che è The National Anthem, è di un altro pianeta. Non vale in una classifica simile, per manifesta superiorità avrebbero dovuto dar loro un premio a parte. I Radiohead sono avanti anni luce rispetto a tutti gli altri musicisti del pianeta. Da quando nel '97 hanno piazzato quel monumento che è "Ok, Computer", hanno segnato una linea NETTA di demarcazione tra la musica e il genio. Non si discutono, si amano e basta. Tant'è vero che infilano 4 album in questa classifica dei 100, ça va sans dire sono gli stessi album pubblicati in questi ultimi 9 anni.
Torniamo sulla Terra e occupiamoci degli umani. Al 2° posto troviamo gli Strokes, con il loro disco di debutto "Is This it". Scelta discutibile. E' un bell'album, ma non così enorme da piazzarsi al 2° posto, dopo Kid A! Gli Strokes, in quella fine 2001, fecero uscire un gran lavoro, certo, tripudio di chitarre ed energia, basta ascoltare Last Nite o Someday per rendersene conto, ma soprattutto si imposero a livello visivo: carini, stilosi e arroganti. Il cantante, Julian Casablancas, era perfetto per la società discografica e lo star system. Questo piazzamento mi sa di manovra commerciale, per cercar di risollevare le sorti del gruppo, che dopo questo debutto fulminante, s'è perso per strada.
Mi consolo che almeno tra i primi 10 figurano Elephant dei The White Stripes e Funeral degli Arcade Fire. Quest'ultimo, soprattutto, disco delicato e potente, con una Rebellion (Lies) che è un crescendo di bellezza. Su Elephant, uscito nel 2003 è presente "Seven Nation Army" che sarebbe diventato, suo malgrado, l'inno dei mondiali. Inoltre contiene una canzone che è pure sensualità: "I just don't know what to do with myself", tradotta in un video girato in b/n con una Kate Moss che fa la ballerina di lap dance.Basta questo per farlo ricordare. Ora, che Elephant si posizioni dietro agli Strokes, è blasfemia ed è pure irritante. Il talento di Jack White è indiscutibile e, soprattutto, non è legato a nessuna moda.
Mi lascia perplessa anche l'inserimento di ben 3 dischi degli U2, visto che l'ultimo lavoro veramente grande risale al 1991, quell'Achtung Baby di berliniana memoria. Come nemesi, però, Bright Eyes piazza ben 2 lavori "I'm wide awake it' morning" e "Lifted or..." . Sul primo avrei da ridire, perchè "I'm wide awake it's morning" è meno bello di "Oh holy fools:the music of son, ambulance and bright eyes", mentre sul secondo, niente da ridire. Ma una No Lies just love non avrebbe meritato di entrare in questa classifica?
La lista contiene molti dischi R'n'B, indice del fatto che sia stata stilata con gusto americano, in Europa probabilmente non sarebbero comparsi così tanti lavori di Jay-Z, Outkast e 50 Cent tra i 100 migliori della decade.
Mancano del tutto i Black Heart Procession, gli Anathema, i Motorpsycho, tanto per citare i primi che mi vengono in mente e compaiono invece i The Killers con Hot Fuss, che ho anche visto in concerto, il cui disco è carino, ma non può entrare seriamente in una classifica dei 100 migliori lavori della decade.
Quello che più di tutto m'ha sorpreso, però, è che i Queens of the Stone Age sono stati sottostimati. C'è Rated all'82° posto, uno scandalo e manca completamente il capolavoro che è Songs for the deafs. Incomprensibile! E' vero, le classifiche sono sempre necessariamente personali e soggettive, ma qui si sta parlando di un disco seminale del genere. Se c'è Toxicity dei System of a Down, porca puzzola, deve per forza comparire anche Songs for the deafs! Visto che questo non è accaduto, in onore dei fu Queens of the Stone Age ecco un pezzo che dà un'idea della grandezza della loro musica. E dal vivo, vi assicuro, spaccavano parecchio. Energia e potenza allo stato puro!
Non ci speravo più. Lo ammetto. 18 anni sono tanti, troppi forse? Quando l'estate scorsa sono arrivate voci di una possibile reunion del gruppo, dopo la morte del cantante nel 2002, il cuore m'è balzato in gola. Oddio, gli Alice in Chains tornano a suonare! In estate il primo assaggio, quella Looking in a view di quasi 8 min emozionante e plumbea con l'album in uscita prevista per il 29 settembre. Giusto in tempo per il mio compleanno, ho pensato credendolo pure un segno del destino. E poi? E poi il concerto, 2 dicembre all'Alcatraz di Milano.
Sono corsa da Fnac in via Roma "Voglio il biglietto degli Alice!" ho esclamato, quando s'è presentato il mio turno della coda e sporgendomi, mani sul bancone, fregandomene allegramente della N1H1, per osservare meglio sul monitor la transazione in atto, tanto ero incredula. Dovevo vedere con i miei occhi, novella San Tommaso. Ho pagato tremante di gioia, arraffato il biglietto e indossato il mio cappello che sembra quello della tipa dei 4 no blondes, in pieno stile anni '90 insomma, con i presenti che pensavano "ecco una pazza scatenata". Fissavo il biglietto come inebetita.Incredula di riuscire finalmente a vedere il MIO gruppo, un'attesa di ben 18 anni. Tornando a casa, ero felice. Camminavo per le strade laterali, ma sentivo di danzare leggera, come Alessandra Ferri quando vola sulle punte (scusate l'immodestia)
Inutile dire che il giorno del concerto in ufficio non ho combinato granchè, troppo eccitata e con un senso di attesa altissimo. Finalmente, alle 21,00 gli Alice sono saliti sul palco, un boato li ha accolti. Palalido stipatissimo, concerto esaurito da mo', infatti la location era stata spostata dall'Alcatraz al più capiente Palalido, causa alta richiesta dei biglietti. Emozionantissimo, avevo tutti i sensi in allerta. Ogni canzone mi riportava indietro nel tempo, ai ricordi legati ad ogni pezzo. Era come tornare ad avere 23, 24 anni. Ho cantato quasi tutte le canzoni: le vecchie e un paio di quelle nuove. Le più intense.Per un attimo ho pensato ad una recensione letta sulla Patty Smith degli anni '70, che i suoi concerti erano messe per i fedeli. Sì, esattamente quello che stava accadendo in quel momento sotto i miei occhi.
Angry Chair, No Excuses, Down in a Hole vibravano in acustico all'interno del palazzetto, folla in delirio, telefonini accesi per riprendere la solennità dell'evento ed io che, insieme a tutti gli altri, cantavo: "Loneliness is not a phase Field of pain is where I graze Serenity is far away Saw my reflection and cried, hey So little hope that I died" e pensavo, freneticamente "non canto più da sola nella mia camera. Ho passato anni a farlo. Chi l'avrebbe mai detto che sarei riuscita a vedere gli Alice e a cantare con loro?" e rivedevo il '95, il '96, il '97 scorrermi davanti agli occhi.
Per me è stato come riappropriami della mia gioventù, con un senso di liberazione e di leggerezza.In quel momento ero una cosa sola con la musica ossessiva degli Alice, con i loro testi malinconici e disperati e con le sensazioni amplificatissime che avvertivo. Una comunione. E' stato un po' come ha scritto De Rougemont"Tristano e Isotta non si amano. Ed agiscono come se avessero capito che tutto ciò che s'oppone all'amore lo garantisce e lo consacra nel loro cuore, per esaltarlo all'infinito nell'istante dell'abbattimento dell'ostacolo."
Il fatto di non essere riuscita a vedere gli Alice in Chains in concerto a causa della tossicodipendenza del cantante, tossicodipendenza che non solo gli ha precluso le fatiche del tour ma che lo ha pure condotto alla morte, mi ha reso il gruppo ancora più caro e l'ha elevato rispetto a tutto il resto. L'ostacolo frapposto ha aumentato l'amore, proprio come Tristano e Isotta. Nel momento stesso in cui l'ostacolo è stato rimosso, cosa che non speravo più, ho potuto godere appieno della gioia di sentirli e vederli. A chi non è mai capitato di innamorarsi di una donna che si crede non si possa mai avere?La passione non aumenta all'aumentare della difficoltà? E quando finalmente si riesce ad avere l'amore di questa donna, il piacere non è infinitamente dolce e maggiore?
Ecco, per me il concerto è stato il più emozionante e intenso mai provato. Gli stessi musicisti erano felici di suonare, non riuscivano a staccarsi dal pubblico in visibilio e dall'atmosfera calda ed easy. Molto anni '90, sì. Cantrell, vestito di scuro, capelli biondi e lunghi, con la sigaretta in mano mentre suona la chitarra è un'immagine che fotografa benissimo il concerto. Sexy oltre ogni dire. Bella, bella serata. Posso solo dire "Io c'ero"
Stamattina in radio ho sentito di una ricercatrice di Oxford (e sti ca) che ha scoperto come le donne impiegate nella pubblica amministrazione siano madri di più di un figlio e abbiano il 30% in più di farne rispetto alle donne libere professioniste, impiegate nel privato e udite udite con contratti part time e co.co.co. Ora, la mia domanda è stata: ma ci voleva una laurea prestigiosa, che si scomodosse una ricercatrice oxfordiana e che lo studio fosse degno di pubblicazione accademica per arrivare alla stessa conclusione? Cioè, non è sotto gli occhi di tutti tanto è ovvio? E' un po' come dire che gli sceicchi arabi hanno tanti di quei soldi da potersi permettere le auto e le donne più belle del mondo o che in montagna d'inverno, soprattutto sopra i 1800 mt fa freddo e ci si deve coprire pesantemente. Ma dico? Abbiamo bisogno di ricerche universitarie per arrivare a queste conclusioni? A breve che altro studio si pubblicherà? Che se piove le strade si bagnano? Che se nevica sul Frejus occorre mettere le catene all'auto? Che sì, gli svizzeri ci tengono ad avere le strade pulite e linde?
Mah, queste notizie mi smontano, letteralmente. Sembra che se non ci dicono queste cose, nessuno le conosca. Ma che vadano a raccontarlo alle famiglie che, temerarie, hanno un figlio in età pre-scolare e la cui retta d'asilo si aggira sui 600 euro al mese. Per non parlare del pediatra, pregando che il pargolo in questione non abbia particolari problemi di salute, altrimenti son dolori ed esborsi mica da ridere. Quale donna sana di mente che è libera professionista, oppure lavora nel privato o possiede uno straccio di contratto part time decide di diventare madre a cuor leggero? E' già difficile ottenere un mutuo se si è liberi professionisti o si hanno contratti a progetto, figurarsi mettere in cantiere un figlio! Ho amici che lavorano da DECENNI con borse di studio nelle varie università italiane, ogni volta aspettando l'assegno di ricerca che tarda sempre ad arrivare, vivono alla giornata, come potrebbero pensare di mettere sù famiglia? Per loro è quasi impossibile programmare le prossime vacanze, la progettualità dell'avere un figlio è al di fuori della realtà, o se si vuole la fantasia al potere, le ritorsioni sono enormi.
Quando le libere professioniste, le part time o le impiegate private decidono che sì, si vuole il figlio, è perchè o il lavoro sta marciando benino o perchè l'attività del compagno lascia spazi di manovra di tipo economico o perchè i nonni danno una mano. Otherwise, ciccia. E se va bene, fanno un solo figlio. Al giorno d'oggi averne più di uno è appannaggio solo delle caste nobiliari. Giusto una Margherita Agnelli può permettersene 10 (e basta ascoltare Lapo per capire che forse poteva fermarsi molto prima) o il mio collega molto credente che di figlie ne ha 5 (anomalia sociale, eh). C'è da aggiungere che, quando si torna al lavoro dopo la maternità, se si è state abbastanza fortunate d' averla avuta, mica è detto che si vada a ricoprire lo stesso ruolo di quando 6 mesi o un anno prima s'è lasciato. Anzi, ho fulgidi esempi da me in ufficio, di gente che è tornata ed è relegata su progetti fuffa. Possibilità di carriera praticamente azzerate. Contano come il 2 di picche, forse meno. E parlo di donne che prima della maternità occupavano posti di tutto rispetto, con stipendi di giada e parecchi sottoposti. Per non parlare poi di quelle con contratti a progetto o di libere professioniste, assolutamente lasciate a se stesse. Con buona pace della ricercatrice di Oxford.
Per tornare alla leggerezza della fuffa... L'altra mattina, in metro, risvegliandomi dal mio torpore mattutino e di inizio settimana, alzando la testa ho visto un ragazzo seduto davanti a me, sui 16/17 anni e lo sguardo m'è caduto sul suo zaino da cui sbucava qualche libro, ma soprattutto, su cui brillava la scritta The Clash. Ho sorriso, guardandola. "Hey, pure io ho lo zaino con la scritta The Clash" ho subito pensato, eccitata e contenta di dividere lo stesso gruppo musicale, ma subito mi son dovuta ricredere. AVEVO anche io lo zainetto, sì, ma almeno 20 anni fa! Sob...
Ma com'è che non mi rendo davvero conto degli anni che sono passati? Com'è che io mi sento sempre diciassettenne? E' vero, lavoro, vivo per conto mio, eppure mi vesto ancora come 20 anni fa, ascolto pur sempre lo stesso genere di musica, mi sembra di avere ancora lo stesso entusiasmo dell'epoca. La domanda che s'impone è questa: ma non è che io a 17 anni ero matura già come una over trentenne? E sono scoppiata a ridere: matura io? Ma non diciamo sciocchezze! Non sento il desiderio di progettare alcunchè sia al di fuori di me, sono ancora nella fase teenager, mi sa. E non che i miei amici siano poi tanto diversi, pochissimi hanno famiglia e figli. La maggior parte di loro vive esattamente come me: inconsciamente alla giornata.Ci dividiamo tra cinema, mostre, concerti, teatro, scarpinate in montagna in questa sorte di adolescenza senza fine.
Oddio Anton Corbijn non firma più i video e le copertine dei Depeche Mode dal 1993.Sono almeno 16 anni che è finito il sodalizio artistico e non me n'ero nemmeno accorta!
Dedicato a chi posta foto alle 5,17 del mattino... Tratto da "Storie di vita vissuta dalla sottoscritta"musica Zen Circus feat. Nada sottotitolo (amore è bello se fa male ma quanto male devo ancora farti per vederti andare via)
La testa sotto nel cesso, bile e troppe lacrime la cucina che grida, vile ma io resto immobile Questo amore perverso, è morto. E' un cane sterile. E' uno strazio già visto, spesso dicevo mai come te.. Paaaaaaaaaaadreeeeeeeeeeee La morale che ci vuoi mettere che morale c'è vuoti a perdere tempo al tempo senza crescere
Mani in alto, sei pazzo, falso un uomo inutile che in fondo poi ti capisco Cristo era un figlio come te Lui era figlio di Dio un folle che qualcuno a chiamare un uomo è figlio mio, solo inaffidabile Maaaaaaaaaadreeeeeeeeeee La morale che ci vuoi mettere che morale c'è vuoti a perdere tempo al tempo senza crescere
Tratto da " Le 49 leggi del potere" di François De Oracle, 10° conte di Noirlac:
Mettere cinque scimmie in una stanza. Appendere una banana al soffitto e piazzare una scala sotto la banana. La banana deve essere raggiungibile solo salendo la scala. Fare in modo che, ogniqualvolta una scimmia inizi a salire la scala, l'intera stanza sia irrorata da una doccia gelata. In breve tempo tutte le scimmie impareranno a non salire la scala. Ora rimuovere una scimmia e sostituirla con una nuova (numero 6) e disattivare la doccia. La nuova scimmia (n. 6) tenterà di salire la scala e sarà spietatamente attaccata dalle altre quattro. La scimmia n. 6 non avrà idea del perché è stata attaccata. Sostituire un'altra delle scimmie originali con una nuova. Accadrà la stessa cosa, con la scimmia n. 6 che sarà la più entusiastica nel picchiare. Continuare con il processo finché tutte le scimmie originali sono state sostituite. Ora tutte le scimmie nella stanza staranno a distanza dalla scala, attaccheranno qualunque scimmia che tenti di salire sulla scala e non avranno la minima idea del perché stiano facendo questo. Questo è il modo in cui politica e cultura aziendali si formano.
You look like a perfect fit For a girl in need of a tourniquet
But can you save me Come on and save me If you could save me From the ranks of the freaks Who suspect they could never love anyone
'Cause I can tell You know what it's like The long farewell of the hunger strike
But can you save me Come on and save me If you could save me From the ranks of the freaks Who suspect they could never love anyone
You struck me dumb like radium Like Peter Pan or Superman
You will come to save me C'mon and save me If you could save me From the ranks of the freaks Who suspect they could never love anyone 'Cept the freaks Who suspect they could never love anyone But the freaks Who suspect they could never love anyone
C'mon and save me Why don't you save me If you could save me From the ranks of the freaks Who suspect they could never love anyone
Except the freaks Who suspect they could never love anyone Except the freaks who could never love anyone
Mi salverà la filosofia panteista di Giordano Bruno?