29 agosto 2010

Quel treno per Lourdes

La mia squadra ha nuovamente perso. Seconda giornata di campionato di serie B e siamo ancora a zero punti. Dai commenti su facebook, ne esce una popolo di tifosi a pezzi, disillusi, esasperati.

Sembriamo l'Armata Brancaleone, così male in arnese che siamo riusciti a far abbandonare il calcio pure un attaccante di 26 anni dopo solo una settimana che indossava la nostra maglia, adducendo la depressione come causa.

Va bene che anni e anni di brutte figure, di tristezza infinita, di presidenti pagliacci, maneggioni e affaristi ci hanno temprato, ma ora stiamo scavando il fondo del barile.

Non voglio qui tirare in ballo il glorioso e tragico passato, ma mi aspetterei una reazione d'orgoglio, anche solo per la casacca indossata, porca puzzola!
Intanto, come suggerimento, opterei per andare a Lourdes e accendere un cero, hai visto mai che non ci aiuti, nè?

27 agosto 2010

Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna

dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.


O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi

che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.





"
E Cesare perduto nella pioggia sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina" canta De Gregori in Alice.

Quel Cesare non c'è più, ed oggi sono 60 anni.
Se n'è andato nella notte tra il 26 e il 27 agosto, a Torino, in una camera d'albergo, solo e disperato.
Nel suo diario,
"Il mestiere di vivere", che verrà pubblicato postumo, aveva scritto pochi giorni prima:

"Questo il consuntivo dell'anno non finito, che non finirò.

Sembrava facile, a pensarci.
Eppure donnette l’hanno fatto.
Ci vuole umiltà, non orgoglio


Tutto questo fa schifo. Non parole. Un gesto.
Non scriverò più."


Difficile passare per Santo stefano Belbo e non pensare a lui, ai suoi romanzi, all'intensità dei suoi versi
. Impossibile non trovare analogie tra il paesaggio dolce e aspro delle Langhe e Pavese, uomo sensibile, introverso ma anche capace di slanci passionali e drammatici.
La sua poetica incentrata sull'amore e la sofferenza, scabra ed essenziale, colpisce il cuore senza ricorrere ad inutili orpelli e leziosaggini.



Ricordo sempre le sue parole
,
che fanno male:
“Se ti è andata male con lei, che era tutto per te, con chi ti andrà mai bene? Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, infermità, nulla”
Lui ne è vissuto, e ne è morto.
A 42 anni.




3 agosto 2010

Stress pre vacanze



Mancano pochi giorni alle vacanze, tanto lavoro in ufficio e siamo devastati, i mononeuroni sono collassati e le pratiche da sbrigare, chissà come mai, sembrano sempre più strampalate e assurde.
Insomma, siamo stressati oltre ogni limite :)

1 agosto 2010

Dante Crucianiiiiiii, controllo



E' mancata a 96 anni la grandissima Suso Cecchi D'Amico.
Ha raccontato col suo sguardo dolce e nello stesso tempo disincantato un secolo di storia, testimone dapprima di un'Italia post bellica, passando poi dal boom economico dei favolosi '60 fino a giungere agli squallidi anni contemporanei sceneggiando film capolavori quali:


Solo per citare i più famosi. Nasceranno ancora sceneggiatori di questa statura?

27 luglio 2010

Vitaminici



Quando si ha bisogno di bellezza e passione, i Pearl Jam non deludono mai...

10 luglio 2010

Arcade Fire



Ad inizio agosto uscirà il nuovo album dei canadesi Arcade Fire, il 3° e si chiamerà "The Suburbs".
I due lavori precedenti, Funeral(2004) e Neon Bible(2007) erano spettacolari, così particolari e non riconducibili a nessun clichè, quasi una sorta di concept album d'antan, soprattutto il primo, di una bellezza spiazzante.
Basti ascoltare
Rebellion(lies) o Wake up per avere un'idea dello splendore della loro musica.
Aspettando il 3 agosto, passato e futuro si sovrappongono in un continuum di musica che definirei sensoriale. Ascoltarla in cuffia, in metro, è un'esperienza totale, sembra quasi di essere lì con loro, di toccare gli strumenti, sentire l'odore del legno del violino, vedere le corde dell'arpa muoversi leggere e avvertire l'energia animalesca della band.
Assistere ad un loro concerto è corroborante, catartico quasi. L'estasi musicale in cui cadono ha un che di mistico e ricorda molto ciò che poteva essere una festa antica in onore di Dioniso, ma, nel loro caso, è un baccanale casto.


26 giugno 2010

Alive...



Dopo una settimana emotivamente faticosa, avevo bisogno di staccare un po' dalla mia vita e ricaricarmi, così sono andata a Londra con gli amici per vedere i Pearl Jam.
Biglietti presi da mesi, visto che il concerto s'è rivelato poi sold out, ma mai come questa volta, la breve vacanza si sta rivelando d'aiuto, anche grazie al tempo perfetto: temperatura mite e senza pioggia.

Sorvolando su frasi quali "abbiamo 40 anni, figurati se ce ne andiamo sotto il palco a soffrire, con tutta quella calca, non ne abbiamo più l'età" oppure "ma no, l'ufficio non ti chiamerà mentre sei in vacanza, lascia pure il pc a casa", puntualmente smentite dai fatti.
Alla fine eravamo in 2° fila sotto il palco, causa problemi in ufficio mi son collegata da posti assurdi (parco compreso) e, ciliegina sulla torta, il superboss m'ha chiamata mentre stavo aspettando che i Pearl Jam arrivassero.
Come si può ben immaginare, a ridosso del palco c'era un po' di gente e non prendevamo cortesemente il tè, e mentre il boss diceva "T'ho disturbata? Che casino, ma dove sei?" io rispondevo urlando per farmi sentire in quel caos "Ciao!Ma no, che dici?! Sono a Londra, sotto il palco dei Pearl Jam. Il problema è MOLTO urgente?". Esilarante e divertente.

Dopo la performance di Ben Harper, che, non me ne vogliano i suoi fan, ma non riesce ad appassionarmi, alle 20,00, finalmente, i Pearl Jam hanno iniziato con una possente Given to Fly.
Grandissimi e intensi, come li ricordavo e come me li aspettavo. Mi sono commossa quando Eddie Vedder ha ricordato Joe Strummer, lo scomparso leader dei Clash e tutto il parco ha cominciato ad applaudire. Gruppo in gran forma, probabilmente gli ultimi irriducibili rimasti.
Al ritorno ero elettrizzata, sudata e senza voce ma soddisfattissima tanto che ho annaffiato lo strepitoso concerto con birra rossa.
Quando si dice esperienza catartica...