29 giugno 2011

Sorpresa metro

Questa pubblicità tappezza i muri della rossa, a Milano.
L'attesa del treno non mi pesa, ci passo molto più tempo e pure volentieri ;)

26 giugno 2011

Sù la testa!




Ogni tanto mi capita di tornare a Giordano Bruno, per cercare una boccata d'aria e per ricordarmi sempre di guardare al sole, soprattutto quando in ufficio mi trovo in chiusura semestrale.

29 maggio 2011

Stagione catastrofica

E mentre a Wembley il Barça mostra al mondo quant'è bello il gioco del calcio e in Italia il Milan vince uno scudetto anonimo, anche quest'anno il Toro manca i play off all'ultima giornata, si copre di vergogna perdendo in casa e rimane in serie B.
Ma Cairo quando toglie il disturbo?

13 maggio 2011

Le scimmie artiche si avvicinano...



E' partito il conto alla rovescia per Suck It And See, il nuovo lavoro degli Arctic Monkeys che uscirà il 6 giugno.
Intanto, nell'attesa, deliziano con questa canzone.




5 maggio 2011

Carita(s)

Nel tardo pomeriggio di oggi ho preso il 61 a piazza San Babila. Il tragitto si snoda tra le vie del centro, passando x il Conservatorio, Piazza Tricolore, Piazza Risorgimento: uno dei posti più chic di Milano, con i suoi palazzi storici, sedi di prefettura, Conservatorio, uffici prestigiosi. Una zona il cui prezzo degli immobili oscilla tra i 7000 e i 10000 euro a mq, impermeabile alla crisi immobiliare.
Limitrofa al quadrilatero della Moda ne subisce il fascino, con le vetrine creative di negozi a firma prestigiosa, i molti turisti e un perenne affollamento. Lì, anche i muri trasudano denaro.
Mi piace soffermarmi sulla bellezza architettonica dei palazzi, molti settecenteschi, mi immagino le grandi sale dai soffitti alti forse a cassettoni dipinti e i tesori d'arte che in essi si nascondono e, infine, a volte, ammiro i grandi lampadari di cristallo che si vedono dalle finestre

Oggi, però, al semaforo rosso di Piazza Tricolore, il 61 si è arrestato di scatto, facendomi quasi franare sulla vicina e riportandomi alla realtà. Di fronte a me, dall'altra parte della strada, una fila di uomini extracomunitari, slavi e italiani aspettava il suo turno per entrare in un edificio. Mi sono avvicinata al finestrino per guardare meglio: erano in coda per un pasto alla mensa dei poveri dell'Opera di San Francesco. In effetti, altri ne erano già usciti ed erano lì, seduti sulle panchine; alcuni con in mano una borsa bianca, altri che l'avevano già aperta estraendo un pacchetto di Tuc, una bottiglia d'acqua, un panino: la loro cena.

Varia umanità di disperati che ogni giorno affolla la mensa dei poveri, in coda per un misero pasto.
Non mi aspettavo che fosse proprio lì, in corso Concordia, tra i ricchi e bei palazzi milanesi. Non so perchè ma me la immaginavo in una zona un po' meno prestigiosa, come quella di Torino che era all'inizio di via Nizza: semicentrale sì, ma di livello piccolo borghese. Milano, invece, si dimostra città dei contrasti, prerogativa forse delle grandi metropoli.
Vedere tutte quelle persone in fila per il cibo, però, m'ha messo addosso una tristezza infinita...

15 aprile 2011

Colpevoli e condannati

Il cimitero monumentale di Torino è immenso. Situato a ridosso della Dora, a percorrerlo tutto ci si perde. D'inverno l'acqua gela nei vasi dei fiori, mentre d'estate al riparo da quella pietre, c'è fresco e pace. E' molto centrale, in quanto dista solo pochi minuti dal quadrilatero: delimitato a sud da Corso Novara, a ovest da Corso Regio Parco, a nord e a est dal parco della Colletta, dove scorre la Dora.
Dei sei cimiteri a Torino, è il più grande e anche il più vecchio. Maestoso, immerso nel verde, con i lunghi viali alberati, regna pace e silenzio. Sempre affollato di gente, si fa conoscenza e a volte anche amicizia con i parenti dei defunti.

Fino a 35 anni non ci ero mai entrata, poi un lutto in famiglia m'ha costretto a fare i conti con la morte e con l'ingiustizia umana e divina. Ogni volta che torno a Torino, vado a trovare chi mi manca, porto un fiore perchè oramai è l'unica cosa che posso fare. Davanti alla lapide mi ripeto che la vita è solo un passaggio, che la morte è soltanto un'altra dimensione e, nonostante questa autoipnosi, continuo a non farmi una ragione di una morte assurda, e mi metto a piangere.
Ma è che proprio non riesco a non farlo. Le lacrime scendono così, da sole. Da oramai 5 anni a questa parte.

Dall'inizio del 2008, poco oltre il luogo dove lascio un fiore, vedo sempre un via vai continuo di gente, mesto ma composto. Una volta, incuriosita, ho seguito la fiumana di gente: portava a 7 lapidi.
Gli operai bruciati vivi all'acciaieria Tyssen.

Forse la vicenda è nota, ma per chi non lo sapesse, si tratta di sette uomini bruciati vivi una notte di dicembre mentre facevano il turno serale, morti per la noncuranza dell'azienda sulle norme di sicurezza, visto che l'acciaieria era in fase di dismissione. Il dolore, lo strazio e la compostezza dei parenti lo si vede sia nelle aule di tribunale dove è stato istruito il processo nei confronti dei responsabili della Tyssen, sia davanti a quelle 7 lapidi, su ognuna delle quali è adagiata una sigaretta.

Stasera, a 3 anni dal rogo, è stata emessa la prima condanna: si va dai 16 anni e mezzo per omicidio volontario dell'AD Espenhahn fino a pene più lievi del management aziendale.
Forse qualcosa si sta muovendo, forse finalmente i colpevoli in Italia potranno essere giudicati e condannati. Non lo so, sento solo di sentirmi vicina ai parenti dei 7 uomini morti una fredda sera di dicembre mentre lavoravano alla linea 5 della Tyssen.

5 aprile 2011

Layne Staley




Ode a Layne Staley: voce sofferta, profonda e ipnotica degli Alice in Chains.
Mi piace ricordarlo in un suo side-project, il sulfureo e tossico Above dei Mad Season.
Da brividi.