8 novembre 2009

Crinolina, t'avessi preso prima

"È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di una moglie..." Oddio, no, questo è l'incipit del capolavoro di Jane Austen, paura eh?
No, no, oggi non tesserò lodi sulla più grande scrittrice di lingua inglese, non ne ha bisogno tanto è universalmente riconosciuto il suo genio letterario, lo spunto m'è venuto da "Per orgoglio o per amore" della Aiden, che altro non è che Orgoglio e Pregiudizio scritto dalla parte del personaggio maschile, Darcy.
E' un libro appassionante, palpitante, ci conduce nei meandri dei sentimenti di Darcy e ci lascia intravedere com'è nato l'amore per Lizzie Bennet. E' come assistere ad uno spettacolo che già si conosce, ma da dietro le quinte. Lo leggo lentamente, cercando di gustarmi il piacere della lettura, immaginando la scena, partecipando emotivamente all'intreccio. E sbagliando fermata di metro, tanto sono immersa nella lettura, con la gente attorno che mi osserva stupita mentre sorrido felice. Non imparerò mai a smettere di sognare ad occhi aperti e a non perdermi nei libri... Che balenga che sono!

Eh sì, non ci sono più uomini alla Darcy. Ogni volta che si legge un libro della Austen o si vede un bel film tratto dalle sue opere, come
Persuasione, per dire, si scopre che no, non esistono più uomini di siffatta maniera e di modi così squisiti, così maschili ma nello stesso tempo così sensibili. Sospiro.

Non si sta parlando di uomini perfetti, perchè, si sa, la perfezione non è di questo mondo in quanto, a dirla con Sant'Anselmo "
Dio è ciò di cui non si può pensare il maggiore" e lasciamo da parte il problema ontologico va, che ancora non s'è risolto, ma i personaggi maschili tratteggiati dalla Austen sono sempre uomini vecchio stampo, molto rigidi all'inizio. Uomini che sembrano burberi, distanti, ma che in realtà vedono tutto, sentono tutto, uomini dall'animo sensibile nascosto fino a quando non trovano la donna adatta a cui mostrarlo e offrirlo, lasciandosi andare. Uomini che sanno dare e ricevere tenerezza, senza vergognarsene. Secondo sospiro.

Romantica e snob, I know. Mix micidiale. Gli amici dicono che potrei girare in crinoline, guanti lunghi e ombrellino parasole. Già. Peccato sia nata con 200 anni di ritardo. Tant'è che, gli stessi amici, affermano pure che sono una dama con la testa di un cavaliere.
Una dama che non vuole essere salvata dal drago, in quanto sa salvarsi da sè, per quel che riesce e che non vuole un cavaliere dall'armatura lucente, senza macchia e senza paura. Meglio un Lancillotto con le sue contraddizioni umane che un Galahad che arriva al Graal perchè assolutamente puro.
E' questa la mia anomalia di fondo. Il mio dualismo spiazzante. Sono attiva, decisa e vado avanti per la mia strada, però quando si tratta di affari personali che potrebbero diventare sentimentali, rallento, valutando attentamente i comportamenti: non è faccenda banale a chi donare il proprio cuore. Molto più di un investimento finanziario.

In una prima fase di approccio, osservo, lascio fare. Vedo come si comporta il mio cavaliere, se si sbatte per ottenere la mia attenzione, la mia stima. Se e quanto ci tiene a farmi stare bene. Come Darcy quando, pur di aiutare Lizzie, mette da parte la sua avversione verso Wickham che ha cercato di sedurgli la sorella, aiutando la famiglia Bennet a ritrovare il proprio onore, senza nemmeno prendersene il merito. Una mano disinteressata. Per amore, solo per amore. Come ha scritto Pasquale Festa Campanile.
E Lizzie che fa quando viene a sapere che Darcy ha messo da parte il suo orgoglio per lei? Lo guarda sorpresa, nota il suo imbarazzo e prende in mano la situazione, da donna forte e assennata qual è, abbracciandolo e dicendogli "Sono stata talmente cieca.... "
Niente smancerie zuccherose, solo reale sentimento. Terzo sospiro.

Mi piace emozionarmi, seguire le vibrazioni sottili del cuore. Osservare il mio cavaliere, la sua gentilezza, se aspetta ad ordinare il cappuccio per farmelo trovare caldo al mio ritorno. Vedere come mi guarda, se è passionale ma anche carezzevole, arrossire sotto l'intensità del suo sguardo. "Non perderti per niente al mondo, lo spettacolo d'arte varia, di uno innamorato di te..." Canta Conte, e come dargli torto? Nulla è più affascinante di un uomo innamorato.

Certo, all'epoca Darcy sapeva condurre un calesse, andare a cavallo e risolvere quelle questioni tipicamente maschili tipo "come investire il denaro?". A me va bene un Darcy moderno, che sia in grado di cambiare la ruota di scorta (chi sa, taccia, pliz), che sappia fare le cose in cui io sono una frana totale, che mi lasci avere un blando controllo della situazione ma che non debba sempre essere guidato.

Perchè siamo tutti umani, non dimentichiamocelo. Pure io, anzi, io più di altri. E non si può sempre vivere al 100% delle proprie possibilità, non si può sempre fare, agire e risolvere per tutti e tutto. Certe volte assale la stanchezza, umana, e si ha bisogno di qualcuno che, in quei momenti, sia presente a sorreggere.
In quel momento è il mio eroe, la mia dichiarazione sarebbe la struggente Since I've been losing you dei Led Zeppelin. Crinolina rock. Quarto sospiro.

E come dice Darcy a Lizzie "Se i vostri sentimenti sono gli stessi di Aprile ditelo ora. Il mio affetto ed i miei desideri sono immutati. Ma una Vostra parola mi farà tacere per sempre. Se invece i Vostri sentimenti fossero cambiati devo dirvelo… Mi avete stregato anima e corpo"
Oh Dio, quanto amo Jane Austen

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