13 dicembre 2009

100 best album of the Decade

La mia squadra del cuore ha di nuovo perso, ahimè.
Quindi cercherò conforto nella musica, visto che la cioccolata non mi piace.

Prendendo spunto da un articolo pubblicato da
Rolling Stones US sui migliori album della decade che sta terminando, parliamo un po' di questi dischi, va.
Classifica stilata, a leggere l'articolo
"chosen by more than 100 artists, critics and industry insider", ecco appunto, quell'industry insider mi perplime assai: chi sono? Che vogliono? che gusto musicale incarnano? Un fiorino!
Comunque sia, faccio finta di nulla e scorro la lista, curiosa e, soprattutto, desiderosa di dire la mia.

Al 1° posto si classifica Kid A dei Radiohead, disco pazzesco, uscito nell'ottobre del 2000, come a segnare anche la decade a venire, per il solo fatto che contenga quell'inno (rave) che è The National Anthem, è di un altro pianeta. Non vale in una classifica simile, per manifesta superiorità avrebbero dovuto dar loro un premio a parte.
I Radiohead sono avanti anni luce rispetto a tutti gli altri musicisti del pianeta. Da quando nel '97 hanno piazzato quel monumento che è "Ok, Computer", hanno segnato una linea NETTA di demarcazione tra la musica e il genio. Non si discutono, si amano e basta. Tant'è vero che infilano 4 album in questa classifica dei 100, ça va sans dire sono gli stessi album pubblicati in questi ultimi 9 anni.

Torniamo sulla Terra e occupiamoci degli umani.
Al 2° posto troviamo gli Strokes, con il loro disco di debutto "Is This it". Scelta discutibile. E' un bell'album, ma non così enorme da piazzarsi al 2° posto, dopo Kid A! Gli Strokes, in quella fine 2001, fecero uscire un gran lavoro, certo, tripudio di chitarre ed energia, basta ascoltare Last Nite o Someday per rendersene conto, ma soprattutto si imposero a livello visivo: carini, stilosi e arroganti. Il cantante, Julian Casablancas, era perfetto per la società discografica e lo star system. Questo piazzamento mi sa di manovra commerciale, per cercar di risollevare le sorti del gruppo, che dopo questo debutto fulminante, s'è perso per strada.

Mi consolo che almeno tra i primi 10 figurano Elephant dei The White Stripes e Funeral degli Arcade Fire. Quest'ultimo, soprattutto, disco delicato e potente, con una Rebellion (Lies) che è un crescendo di bellezza.
Su Elephant, uscito nel 2003 è presente
"Seven Nation Army" che sarebbe diventato, suo malgrado, l'inno dei mondiali. Inoltre contiene una canzone che è pure sensualità: "I just don't know what to do with myself", tradotta in un video girato in b/n con una Kate Moss che fa la ballerina di lap dance. Basta questo per farlo ricordare.
Ora, che Elephant si posizioni dietro agli Strokes, è blasfemia ed è pure irritante. Il talento di Jack White è indiscutibile e, soprattutto, non è legato a nessuna moda.

Mi lascia perplessa anche l'inserimento di ben 3 dischi degli U2, visto che l'ultimo lavoro veramente grande risale al 1991, quell'Achtung Baby di berliniana memoria.
Come nemesi, però, Bright Eyes piazza ben 2 lavori "I'm wide awake it' morning"
e "Lifted or..." . Sul primo avrei da ridire, perchè "I'm wide awake it's morning" è meno bello di "Oh holy fools:the music of son, ambulance and bright eyes", mentre sul secondo, niente da ridire.
Ma una No Lies just love non avrebbe meritato di entrare in questa classifica?

La lista contiene molti dischi R'n'B, indice del fatto che sia stata stilata con gusto americano, in Europa probabilmente non sarebbero comparsi così tanti lavori di Jay-Z, Outkast e 50 Cent tra i 100 migliori della decade.

Mancano del tutto i Black Heart Procession, gli Anathema, i Motorpsycho, tanto per citare i primi che mi vengono in mente e compaiono invece i The Killers con Hot Fuss, che ho anche visto in concerto, il cui disco è carino, ma non può entrare seriamente in una classifica dei 100 migliori lavori della decade.

Quello che più di tutto m'ha sorpreso, però, è che i Queens of the Stone Age sono stati sottostimati. C'è Rated all'82° posto, uno scandalo e manca completamente il capolavoro che è Songs for the deafs. Incomprensibile! E' vero, le classifiche sono sempre necessariamente personali e soggettive, ma qui si sta parlando di un disco seminale del genere. Se c'è Toxicity dei System of a Down, porca puzzola, deve per forza comparire anche Songs for the deafs!
Visto che questo non è accaduto, in onore dei fu Queens of the Stone Age ecco un pezzo che dà un'idea della grandezza della loro musica. E dal vivo, vi assicuro, spaccavano parecchio. Energia e potenza allo stato puro!

1 commento:

  1. Massì, Rolling Stone è super infighettato, non star lì a patire per le loro scelte ;)
    E comunque ha sbagliato pure lui, infilando al primo posto Kid A dei Radiohead che è del 2000, l'ultimo anno della decade precedente ;)
    Premesso che molti di quei dischi cosiddetti R&B hanno a che fare con la black music più becera e da classifica, OutKast e compagnia nel loro genere sono dei maranza. Una classifica europea avrebbe probabilmente escluso molto pattume finto R&B, ma allo stesso tempo non si sarebbe filata neanche molta altra black music degna di nota.

    P.S.: e comunque, se parliamo di disco rock pesante in senso stretto, Songs for the deaf è uno dei migliori del decennio, senza ombra di dubbio. E' anche l'ultimo prima della parabola discendente di Homme & Co ;)

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