
Rimbaud lo ricordavo così: giovane, ribelle, sguardo fiero rivolto al futuro.
Un po' sfrontato, con la consapevolezza di essere un POETA, destinato a qualcosa di grande.
Ma davvero ho pianto troppo!
Le albe sono strazianti,
ogni luna è atroce e ogni sole amaro:
l'acre amore mi ha gonfiato
di torpori inebrianti.
Ora pare sia stata trovata una nuovissima foto dove lo si vede all'età di circa 30 anni, ad Aden, in Abissinia, quando ormai aveva già smesso di scrivere.
Nei suoi occhi non c'è nessuna scintilla, non c'è più nulla. Come se avesse già visto, assaporato, vissuto tutto quello che un uomo poteva fare e stesse aspettando solo la fine.
Arthur rimarrà sempre un diafano ragazzino nella cui anima crescevano gli oscuri rampicanti dell'abisso. Lui è la mia età oscura, il delirio, la passione, la mia profondità, la scoperta di avere dentro di me un filo a cui io stesso ero sospeso sopra un oceano di follia...
RispondiEliminaSono stata una sostenitrice accanita di Arthur. Il mio diario da adolescente si chiamava così, effettivamente. Tutto merito di Leonardo Di Caprio, purtroppo.
RispondiEliminaAd ogni modo, certi personaggi, dovrebbero morire giovani, come Kurt Cobain, così nessuno scoprirebbe che diventano grassi e pelati come Syd Barrett prima che morisse.
Con questo sproloquio insensato, porgo i miei saluti :)
a presto
MB
aveva appena visto da vites la stessa triste foto...
RispondiEliminaMa guarda che notizia incredibile che vengo a scoprire nel tuo blog! A.R. è la mia infatuazione adolescenziale che è proseguita fino ad oggi. Ho letto tutto di lui e su di lui. A 19 anni partii in giro per l'Europa e poi in Marocco con le Illuminazioni nello zaino.
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