7 ottobre 2010

Tu chiamalo, se vuoi, Premio Nobel

Giornata strana. Nella lugubre tristezza offerta oggi dalla cronaca nera, dove si sono raggiunte vette di mostruosità che sgomentano, è arrivata anche la notizia del premio Nobel di letteratura conferito a Mario Vergas Llosa.
La motivazione data è stata:
"per la sua cartografia delle strutture del potere e la sua tagliente immagine della rivolta, della resistenza e della sconfitta dell'individuo".

Ok, ne prendo atto.
Nulla da eccepire su Vergas Llosa. Scrittore sudamericano, impegnato in ambito civile, ex amico del mio amato Gabriel Garcia Marquez, bla bla bla...

Ma anche quest'anno, per l'ennesima volta, mi domando: ma quando sarà premiato quel grandissimo scrittore che è Philip Roth? No, perchè è del 1933, non è proprio un giovincello. Cosa aspettiamo? Cos'altro occorre fare? Regalare Pastorale americana ad ogni membro del comitato dei Nobel? Oppure paracadutare Il lamento di Portnoy su Stoccolma, novello volo su Vienna di d'annunziana memoria?

3 commenti:

  1. In ogni ambito del Nobel penso che la politica abbia ormai un peso troppo eccessivo e, ancorché Vargas Llosa possa essere considerato un bravo scrittore, non è all'altezza di allacciare le scarpe di Philip Roth. Anche io ho adorato Pastorale Americana e Ho sposato un Comunista... Roth ha un uomorismo salvifico che ci protegge dal suo sguardo così nudo da uccidere. Penso che si sia rassegnato!

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  2. ahhahahaahaha! quanto c'hai ragione, per il vecchio phil voterei pure io. Anche se ora che ci penso nessuno dell'accademia di svezia ha mai chiesto il mio parere, assurdo!! :-(

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  3. @Cecilia
    Davvero, oramai il peso politico soffoca anche l'arte pura
    @Tyler Durden
    Non ci hanno chiesto nessun parere, mannaggia

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