17 maggio 2009

3° legge della meccanica


Nei lunghi pomeriggi in laboratorio, soprattutto d'inverno, per combattere l'apatia, perchè sì, un spettrometro può essere affascinante, ma tutti i giorni diventa noioso, m'ero inventata una realtà parallela dove io e i miei amici eravamo diventati i personaggi di una "famiglia". Alcuni di noi nati per partenogenesi, altri erano sposati anche se appartenenti allo stesso sesso, eravamo ormai entrati in questo gioco di ruolo folle e divertente. Famiglia allargata, aperta a qualsiasi componente, tra un'analisi qualitativa e una cromatografia su colonna, ci divertivamo ad inventarci situazioni assurde con personaggi improbabili.
Sì, mamma, tranquilla, lo sai, ci siamo laureati lo stesso. Ti chiedi come? Non farti certe domande, tanto poi ti lamenti delle risposte.

Ora, dopo oltre 17 anni, quella che all'epoca interpretava mia cognata, mi domanda "Ma secondo te, perchè tra me e il bastardone nn ha funzionato?". Ohibò, bel quesito. Ce lo si chiede da quasi 2 decenni, in effetti.
In realtà, quello che ci si domanda è perchè il tizio, che aveva un EVIDENTE interesse per lei, non si sia mai proposto veramente. Curioso. Me lo ricordo, bene. Bel ragazzo, alto e moro, occhi chiari. Aria ribelle. Sempre al centro dell'attenzione. Un sacco di ragazze che gli ronzavano attorno, ovviamente. Le donne, si sa, hanno un debole per i belli e dannati.
Ricordo anche la tenerezza con cui lui si rivolgeva alla mia amica, le battute folgoranti, la sua amicizia assoluta. Erano anche entrati in tesi assieme nello stesso dipartimento.
Ecco, da uno così ribelle e sfacciato, uno che usciva sempre con una tipa diversa, non ti aspetteresti mai una certa qual timidezza, no?
Vedevamo il suo chiaro interesse per lei, ma mai nessuna proposta. Zero assoluto : frustrante. Un paio di volte la mia amica ha anche cercato di spingerlo un po', giusto per capire.
Ma, per il 3° principio di Newton "Per ogni azione esiste una reazione uguale e contraria", in modo più esplicito: le forze sono sempre prodotte a coppie, con uguale grandezza e verso opposto, quindi lui faceva un passo indietro, direttamente proporzionale alla spinta ricevuta.
Cosa potevamo pensare dunque? Che fosse interessato a lei, indubbiamente, ma non così tanto da spingersi oltre.

Gli anni sono passati, la mia amica ha avuto il tempo di sposarsi, diventare madre e divorziare. E lui nel frattempo? Be', con la laurea si erano persi un po' di vista, ma dopo qualche tempo si sono ritrovati. Il bastardone è andato a malincuore a convivere, continua a frequentare la mia amica, anche solo per chiacchierare o prendere un aperitivo in centro. Le è stato vicinissimo durante la dolorosa separazione, periodo in cui lei era veramente a terra. Ed ora che anche il divorzio è stato superato, legalmente e psicologicamente, la mia amica mi domanda a bruciapelo come mai tra di loro non si è mai andati oltre l'amicizia.
Un'amicizia ben strana, ho aggiunto io. C'era sempre tensione nell'aria. Quel tipo di tensione che si riscontra quando due si piacciono.

Diversamente da 17 anni fa, però, dove a causa dell'inesperienza si brancolava nel buio, le ho risposto " Ma senti, non potrebbe essere perchè lui ha paura di legarsi? Cambia donne come fossero calzini, lui stesso è figlio di divorziati. Eppure tu sei il suo punto fisso, sempre da te torna" e le ho portato ad esempio un mio amico, che chiamerò Jacques.

Jacques è stato innamorato per 3 anni della stessa donna, senza mai dichiararsi. Non solo, ma in questo lungo periodo non ha mai fatto nessun passo verso di lei. E non che fosse una persona timida, uno sfigato o un mostro. Niente di tutto ciò, anzi. Bel ragazzo, in gamba, con una buona autostima. Incomprensibile. Mistero fitto.
Io e gli altri provavamo a sollecitarlo pensando derivasse da una terribile paura del rifiuto "ma perchè non provi ad avvicinarti un po' di più? Senza scoprirti troppo, giusto per tastare il terreno. Che ne dici? ".
Si sa, lo spettro del rifiuto in amore è il peggior incubo di qualsiasi essere umano. Cosa ottenevamo? Nulla. Fallimento totale.
Una sera, di ritorno da una cinema, Jacques improvvisamente mi fa "E' strano, sai? Con quelle che mi piacciono fisicamente non mi faccio problemi, chiedo loro di uscire e so già come finirà la serata" - sorriso compiaciuto - "ma con lei, invece... Mi prende in un modo assurdo. Non credo di essere il suo tipo, per questo non mi sbilancio di un mm. E se mi dovesse rifiutare? Insopportabile. Preferisco non sapere"
Avevamo visto giusto, quindi: era la paura del rifiuto a bloccarlo. Occorreva dare una nuova cornice alla situazione, se non altro per sbloccarla. Oh Bandler, come vedi i tuoi insegnamenti non sono stati vani!
Ricordo di avergli chiesto "Ma come fai a sapere di non essere il suo tipo? Te l'ha detto lei?"
Lui aveva balbettato qualcosa come "no, no, ma lo so. Le piacciono uomini diversi da me. Eppoi lo sento"
Ora, a tutto posso credere, ma mi riesce difficile fidarmi del 6° senso maschile. A fatica usano i 5 sensi normali, figurarsi il 6° senso di uno innamorato, poi. Ridicolo. Così gli avevo detto "Uscire con uomini diversi da te non significa nulla. Siete amici quindi hai di sicuro qualcosa che le piace, non credi? Cerca di lavorare su questo. Le donne di solito si conquistano diventando parte del loro mondo. Sii presente, gentile, cerca di capire cosa le piace. Provaci, mica corri il rischio di scoprirti, ti pare?"
Era rimasto in silenzio ed io non avevo insistito. Aveva bisogno di metabolizzare.

Com'è finita? Lei, che è una ragazza sveglia, aveva avuto il trasferimento in un'altra città. Andandosene gli aveva proposto "quando passi da lì, vieni a trovarmi". 2 settimane dopo lui era da lei. Sono passati 3 anni ed è ancora lì.

Tempo fa l'ho rivisto e gli ho chiesto cosa fosse scattato in lui per fare il primo passo, m'ha risposto "Eh be', facevo una cosa EVIDENTE per lei, andandola a trovare. Non passavo lì per caso, ti pare? Così quando m'ha detto ok, vieni a trovarmi, ho capito che un po' le piacevo. A quel punto è svanita la paura del rifiuto"

3 lunghi anni per arrivare a questa conclusione : se si fa qualcosa di particolare per una donna, qualcosa che lei veda come uno sforzo, è fatta. Può essere partecipare ad un suo hobby, leggere un libro che le è piaciuto, darle un parere sullo smalto delle unghie. Al limite.
Insomma, fare qualunque cosa lei sappia non essere nelle corde di quell'uomo in particolare.
I geni ancestrali femminili penseranno "oh dio, se fa questo per me, è davvero il mio erooooooeeee!" e quale uomo non vorrebbe essere l'eroe della sua donzella?
Del resto i cavalieri lasciavano credere alle castellane dalle trezze bionde di andare a sconfiggere i draghi per conquistare il loro amore, mica fessi.

Jacques l'ha scoperto a 40 anni, be', meglio tardi che mai. Poteva andare peggio: non scoprirlo per tutta la vita.
Che sia il caso di spiegarlo anche al bastardone?

2 commenti:

  1. condivido un ricordo... io e lei sul letto. lei che si sfila le mutandine e io che mi domando: ma, ragazzi, siamo sicuri che le piaccio?

    beata adolescenza...

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  2. PS- cara cognata, lui ha altri gateway sessuali, tu non lo metti alle strette (leggi: assumi atteggiamenti INEQUIVOCABILI e/o dichiari esplicitamente i tuoi intenti), chi glielo fa fare di "rovinare un così bel rapporto"? l'uomo fa le cose per 2 ragioni: per bisogno o per forza. tutto il resto, è per le donne e gli stewart della lufthansa...

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