La mia amica Z. aspetta un bebè. Che bello! Un maschietto. Data presunta di nascita: inizio settembre (vergine, oddio fa che non somigli a quel rompipalle di mio fratello, che almeno rompesse l'atomo, l'accetterei per il bene della scienza, ma si limita a spaccare solo il capello, uno strazio). Niente concerto dei Depeche Mode a novembre, pazienza, verrà un'altra volta. Ora è decisamente più importante il bimbo in arrivo. Non l'ha cercato, ma ora che c'è è la donna più felice del mondo. Ma l'orologio biologico? Com'è che quasi tutte le mie amiche lo sentono ed io, beata innocenza, non solo non lo avverto, ma alla soglia degli anta continuo a ripetermi "Sì, un domani, forse, ora non sono ancora pronta"?Eppure l'dea di moltiplicarmi non mi dispiace. Trovo bello avere un figlio, prendersene cura, in un certo senso è un po' come rimanere immortali. Non si finisce con la morte fisica, ma si lascia una parte di se stessi, sarà anche per questo motivo che è ancora più devastante quando un genitore sopravvive al proprio figlio: è la fine di tutto, speranza compresa.
Anche se si sente fortissimo il desiderio di maternità, non si sarà mai veramente pronte, la realtà per fortuna riserva sempre sorprese. Mi piace pensare che diventare madre contenga un po' di follia, perchè sa da un lato è un atto egoistico, dall'altro è la cosa meno egoista che si possa fare: prendersi cura totalmente di qualcun altro. Un essere che per almeno i primi 15 anni di vita, è completamente dipendente. I genitori sanno che il loro atteggiamento è fondamentale per lo sviluppo della personalità del proprio figlio. E' davvero il mestiere più difficile del mondo. Basta guardare gli scempi compiuti da certe educazioni per capire.
Non serve solo la propria consapevolezza di voler diventare madre, occorre trovare anche la persona adatta che abbia voglia di avere figli e che sia in grado di essere padre. Non tanto per il patrimonio genetico, questo è semplice, quanto per l'aiuto e il sostegno che dovrà dare nel crescere un figlio. Perchè la coppia può anche scoppiare, ma un padre deve rimanere tale anche se non vive con la madre del bambino: deve essere autorevole, non autoritario. Una buona educazione si nutre di tolleranza non menefreghismo: seguire le attitudini del figlio e mai i propri sogni, renderlo autonomo e non giustificare tutto quello che fa.
Sarà forse per questi motivi che ancora non me la sento di compiere questo passo decisivo: probabilmente sono troppo egoista, poi ho una fifa blu ed inoltre non ho ancora trovato la persona da avere al fianco nella sconvolgente e fantastica esperienza che è la maternità. Sono spaventata dal potere che si può avere sui propri figli; so che è impossibile essere genitori perfetti, ma spero di compiere meno cazzate possibili.
Quello che mi auguro di cuore è di non commettere gli sbagli dei miei, non desidero che i miei figli soffrano. Perchè un conto è pagare per i propri errori, ci sta, tutt'altra cosa è far pagare qualcun'altro, soprattutto se è un essere che si ama profondamente, com'è appunto un figlio.
Quindi andrò al concerto dei Depeche Mode a novembre...
"Un essere che per almeno i primi 15 anni di vita, è completamente dipendente"... parli solo delle femmine, evidentemente...
RispondiEliminaAnche di molti maschietti :)
RispondiEliminai maschietti rimangono completamente dipendenti a vita, tutt'al più cambiano fonte di dipendenza :) meditate, donne, meditate, c'è il 50% di probabilità che tocchi a voi...
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