Finalmente Vasco Brondi in concerto a Milano, in tour col nuovo lavoro "Per ora la chiameremo felicità". Serata uggiosa e piovigginosa in quel di Milano.
Teatro del Verme, restaurato 10 anni fa in rosa e crema, una bomboniera. Fermata della metro Cairoli, ma sono scesa a Cadorna per prendere una boccata d'aria e passare davanti Edison ( ma questa è un'altra storia).
Sala piena. Vasco sale sul palco poco dopo le 21,15 e ci rimarrà per quasi 2 intensissime ore, accompagnato da un chitarrista elettrico, un violinista e un tastierista.
Musicalmente parlando è mono-tono, mono-corda e mono-tema inframmezzato da qualche accordo sputato fuori con rabbia, ma è talento puro, cristallino. Vasco scherza di sè e dei suoi motivi malinconici, ride con il pubblico e con i suoi musicisti e si scusa più volte di aver scritto canzoni troppo simili a quelle dell'album precedente. E chi se ne frega, Vasco? Sono bellissime, e c'è che a me piacciono moltissimo.
E' una scrittura ossessiva, compulsiva, ripetitiva, si avvita su se stessa, aveva spiazzato col disco di debutto "Canzoni da spiaggia deturpata" del 2008 e continua a sorprendere anche nel nuovo lavoro.
Vasco Brondi o si ama o si odia. Con lui non ci sono vie di mezzo.
Ci canta di un mondo scuro, squallido, opprimente, di siringhe disinfettate, di gigantesche scritte COOP, di call center, di lavori in nero, del cielo di milano che è veleno. E' un mondo che non si ama, apocalittico, dove il grigio e lo sfacelo sono ovunque, però ci parla anche di cieli stellati, di fiori blu, di futuri inverosimili, forse anche in tutto questo squallore è possibile trovare uno straccio di serenità che per ora chiameremo felicità.
Concerto intenso ed emozionante come non mi capitava da tempo, finalmente un po' di freschezza in questo asfittico panorama italiano.
Ecco scritto così mette voglia di ascoltarlo.
RispondiEliminaCi credi che non ho mai sentito neanche un pezzo?
@DiamondDog
RispondiEliminaDevi! assolutamente, poi mi dirai ;)
Vasco Brondi è un grande, speriamo che non si annacqui nè perda la carica che ha in questi due dischi.
RispondiElimina@Franco Zaio
RispondiEliminasperiamolo davvero, sarebbe un peccato